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Ammoniti in rosso ammonitico.
Provenienza: Verona (Italia).
Le Ammoniti furono un gruppo di molluschi cefalopodi (parenti di seppie e calamari) di grande successo e diffusione: popolarono i mari della Terra per gran parte dell’Era Paleozoica e per tutta l’Era Mesozoica. La conchiglia a spirale proteggeva il loro corpo ed era in parte riempita di sostanze più leggere dell’acqua, il che permetteva alle Ammoniti di spostarsi con agilità nell’acqua alla ricerca di prede. Alcune zone sono particolarmente ricche dei fossili di questi animali; nel veronese, sono spesso inglobati in un marmo di color rosso mattone, noto come rosso ammonitico, apprezzato per l’abbellimento di edifici importanti.
Pterodactylus sp. [pterodàctilus specie].
Provenienza: Germania.
I primi vertebrati in grado di conquistare l’ambiente aereo furono alcune specie di rettili dalla struttura corporea molto particolare: scheletro leggero, ampia membrana tesa tra le zampe anteriori e quelle posteriori, dimensioni generalmente ridotte permettevano loro di volare. Naturalmente, esistevano eccezioni: Quetzalcoatlus aveva un’ampiezza alare superiore ai tredici metri! Le specie che frequentavano le coste avevano un regime alimentare basato sul pesce, come nel caso di molti Pterodactylus.
Dactylioceras communis [dactiliocèras commùnis].
Provenienza: Germania.
Le Ammoniti sono apprezzate anche per la bellezza estetica, oltre che scientifica, dei loro gusci: eleganti spirali con decorazioni che variano da specie a specie. Questi molluschi costruivano le conchiglie man mano che crescevano ed i loro corpi erano ospitati nella camera costruita per ultima, la più grande. Probabilmente avevano tentacoli ed occhi simili alle attuali specie di Nautilus e organi per chiudere l’apertura in caso di pericolo (“apticus”); purtroppo la ridotta consistenza del loro corpo molle ha permesso la formazione di pochissimi fossili completi di Ammonite, dai quali non è per ora possibile ottenere le risposte a tutti i quesiti che le riguardano.
Iguanodon sp. [iguànodon specie].
Provenienza: Madagascar.
Iguanodon fu un dinosauro erbivoro, munito di un becco corneo per strappare i vegetali e denti a forma di foglia per triturarli; proprio un suo dente fu il primo fossile ad essere scoperto e studiato come resto di un dinosauro. 
Il nome del Genere significa “dente da iguana” e nacque dalla somiglianza con i denti delle iguane attuali. Il frammento osseo conservato nel museo fa parte del femore, l’osso della coscia nell’arto posteriore; recenti studi sulle ossa dei dinosauri hanno ridefinito la struttura scheletrica eliminando errori di valutazione del passato. Iguanodon, per esempio, era raffigurato in posizione eretta, con la coda che poggiava a terra come quella dei canguri; oggi sappiamo che assumeva una posizione orizzontale con la coda sollevata a bilanciare il busto e la possibilità di appoggiare anche gli arti anteriori e spostarsi come un quadrupede.
Macroscaphites yvani [macroscafìtes ivàni].
Provenienza: Francia.
Tutte le Ammoniti si estinsero alla fine del Cretaceo insieme a molte altre specie di esseri viventi, inclusi i Dinosauri. Le conchiglie di molte specie di questo periodo presentano strutture strane, per alcuni studiosi sintomo di variazioni genetiche anomale che potrebbero aver influito sulla loro estinzione. Macroscaphites yvani presenta un parziale srotolamento delle ultime camere e la conseguente alterazione della forma più classica; probabilmente questo fattore poneva ostacoli alla possibilità di galleggiamento dell’animale e lo costringeva a vivere spostandosi sul fondale.
Alectryonia sp. [alectriònia specie].
Provenienza: Francia.
Alectryonia era un mollusco bivalve munito di una conchiglia di notevole spessore, formata da due parti incernierate che facevano corrispondere perfettamente i loro margini seghettati quando l’animale si chiudeva per difendersi da un pericolo. Si tratta di un fossile relativamente comune nei sedimenti francesi del Cretaceo e gli studi indicano che vivesse in mari caldi, tropicali o subtropicali, nell’habitat in cui vivono oggi molluschi simili come Tridacna.
Helminthoidea labyrinthica [elmintoidèa labirìntica].
Provenienza: Genova (Italia).
Questo particolare tipo di fossile è molto frequente nel periodo di passaggio tra il Cretaceo (Era Mesozoica) ed il Paleocene (Era Cenozoica); si tratta di segni lasciati su sabbie molti fini che si trovavano sul fondo di specchi d’acqua tranquilla. Sono interpretati come tracce di pascolamento di organismi ignoti, probabilmente a corpo molle o poco resistente perché non hanno lasciato altre tracce fossili della loro esistenza. Si tratta comunque di fossili importanti perché qualsiasi roccia li contenga è immediatamente databile al periodo Cretaceo/Paleocene.
Perca radula [pèrca ràdula].
Provenienza: Verona (Italia).
I pesci hanno sempre lasciato un grande numero di fossili, soprattutto perché il loro ambiente di vita è anche quello che si presta meglio a conservare i corpi nel tempo; quando poi il sedimento in cui sono racchiusi è molto fine, i fossili presentano una grande ricchezza di particolari. In questo caso, è possibile riconoscere tutte le parti anatomiche dell’animale ed osservare, come se avessimo davanti uno scheletro attuale, anche i raggi portanti di tutte le pinne.
Modello interno di Mollusco Gasteropode.
Provenienza: Verona (Italia).
Quando un mollusco muore, l’interno della conchiglia può essere riempito dal sedimento. In seguito alla dissoluzione del guscio, può rimanere soltanto il sedimento solidificato come modello interno dell’animale. In questi casi esistono pochi dati per stabilire la specie di appartenenza, poiché la classificazione dei molluschi con guscio si basa soprattutto sul materiale, l’organizzazione e la decorazione del guscio stesso. Ad ogni modo, questo esempio resta interessante per le grandi dimensioni, testimonianza dell’esistenza di un mare caldo ricco di carbonati e cibo, nell’area che oggi ospita pianura e prealpi.
Scatophagus frontalis [scatòfagus frontàlis].
Provenienza: Verona (Italia).
Alcuni animali estinti sono molto simili ai propri discendenti attuali. I paleontologi giustificano questo fatto spiegando che si tratta di organismi così ben adattati ad un certo tipo di ambiente che i loro eredi genetici non hanno avuto necessità di cambiare, a meno che l’habitat stesso non sia mutato. E’ il caso di questo pesce osseo, conservato in sedimenti di origine salmastra, che presenta una somiglianza spiccata con specie odierne appartenenti allo stesso Genere. Il pesce nella fotografia nuota insieme ai suoi simili all’Acquario di Genova nella vasca delle mangrovie, che simula l’ambiente salmastro delle coste del sud-est asiatico.
Oxyrhina sp. [oxirìna specie].
Provenienza: Mauritania.
Gli squali sono pesci con scheletro in cartilagine, un tessuto di sostegno più elastico rispetto a quello osseo, ma anche meno resistente. Per questo motivo, è abbastanza raro trovare scheletri fossili di squalo. Al contrario, è frequente rinvenire i denti degli squali, che hanno origine dermica ma sono molto duri e resistenti; inoltre, gli squali non hanno una o due dentizioni: ogni volta che un dente si stacca o resta piantato nelle carni di una preda, un altro prende il suo posto. La resistenza materiale e la quantità prodotta spiegano la relativa abbondanza di denti di squalo fossili.
Merycoidodon gracilis [mericòidodon gràcilis].
Provenienza: Dakota.
L’Era Cenozoica vide l’affermazione dei Mammiferi che, dopo aver vissuto ai margini del successo evolutivo dei Dinosauri, si svilupparono rapidamente dopo la loro estinzione occupando tutte le nicchie ecologiche libere. L’esempio più antico di questi animali conservato nel museo è un cranio di Merycoidodon gracilis, un quadrupede simile ad un suide di medie dimensioni che viveva in ambienti palustri, come testimoniano le zampe munite di dita robuste ed allargate per non sprofondare nel fango e negli intrecci vegetali. La dentatura, formata da incisivi, canini, premolari e molari, indica che questo antico mammifero era onnivoro.
Granchio.
Provenienza: Verona (Italia).
Questo granchio, proveniente come altri esemplari dal giacimento di Bolca (Verona), è conservato in modo straordinario; per meglio evidenziare questo fatto, come in altri casi nel museo il fossile è accompagnato da un esempio attuale: qui si tratta dei resti di muta di un granchio odierno diffuso in tutto il Mediterraneo. Chiaramente il fossile non ha potuto conservare in toto le caratteristiche più fragili, ma resta sorprendente quanto, in condizioni ottimali, i resti di un organismo di 50 milioni di anni fa siano simili ad un animale attuale.
Larve di Libellula.
Provenienza: Asti (Italia).
Gli artropodi di ambiente terrestre, come gli insetti e gli aracnidi, possono lasciare fossili solo in determinate condizioni: normalmente, l’esposizione all’aria accelera la decomposizione dei cadaveri. Per questo motivo alcune specie che hanno stadi giovanili acquatici, come le libellule, hanno la possibilità di fossilizzare più facilmente. In questo come in altri casi, la finezza del sedimento rende possibile osservare particolari delicati come la sottigliezza delle zampe e la segmentazione dell’addome.
Chrysophis cineta [crisòfila cinèta].
Provenienza: Alessandria (Italia).
Questi curiosi fossili sono denti emisferici di pesce osseo: la loro forma e le dimensioni variabili permettevano ai loro possessori di triturare gli esoscheletri chitinosi dei crostacei e le conchiglie calcaree dei molluschi. I pesci che ancora oggi hanno questo genere di alimentazione vivono spesso a contatto o nelle vicinanze del fondo marino, cacciando prede che hanno ridotte o nulle capacità di movimento.
Encope californicus [èncope califòrnicus].
Provenienza: Messico.
Il riccio di mare ha uno scheletro formato da piastre calcaree, unite tra loro in modo da proteggere gli organi interni dell’animale. Quando questo muore, normalmente lo scheletro si disarticola scomponendosi nelle piastrine. A volte, invece, mantiene la struttura originale, come nel caso di specie a forma schiacciata come Encope californicus o con guscio molto spesso e sorretto da rinforzi colonnari.
Ursus spelaeus [ùrsus spelèus].
Provenienza: Savona (Italia).
Questo è il calco del cranio di un orso delle caverne di dimensioni medie, purtroppo mancante della mandibola; è comunque possibile osservare le caratteristiche fondamentali, come la formidabile dentatura da onnivoro con tutte le quattro tipologie di denti: incisivi, canini, premolari e molari. I paleontologi ritengono che Ursus spelaeus, più grande dell’attuale orso bruno, avesse una dieta basata principalmente sul consumo di vegetali e che solo occasionalmente si nutrisse di animali. La presenza di Ursus spelaeus in Liguria è testimoniata in molti siti, come le Grotte di Toirano (SV).
Askeptosaurus italicus [ascheptosàurus itàlicus].
Provenienza: Varese (Italia).
In territorio italiano sono stati recentemente rinvenuti numerosi fossili di dinosauri (Scipionyx samniticus, adrosauri, il grande carnivoro di Saltrio), rettili volanti e marini; il museo ospita un calco di Askeptosaurus italicus, rettile acquatico di dimensioni medio-grandi che viveva nel mare caldo e poco profondo nella zona che oggi fa parte delle prealpi lombarde. Questo calco è l’immagine del vero fossile, conservato nelle collezioni del Civico Museo di Storia Naturale di Milano, dove da pochi anni è esposto anche il calco di un grande ittiosauro, Besanosaurus, accompagnato da una splendida ricostruzione a tutto tondo in dimensioni reali.
Orthoceras sp. [ortocèras specie].
Provenienza: Marocco.
Orthoceras fu un mollusco cefalopode simile all’odierno Nautilus, ma la sua conchiglia era diritta anziché avvolta a spirale su sé stessa; con ogni probabilità, viveva sui fondali marini cacciando le sue prede in modo simile ai polpi attuali. Come in Nautilus e nelle Ammoniti, il corpo dell’animale occupava l’ultima camera, la più grande. In questa lastra è possibile osservare come le conchiglie degli animali morti siano state disposte dalle correnti marine secondo assi preferenziali, a causa della loro forma allungata.
Megaceros sp. [megàceros specie].
Provenienza: Bidon en Ardeche (Francia).
Megaceros era un cervide di grandi dimensioni; il palco di corna del maschio poteva raggiungere i tre metri di ampiezza. La ricostruzione presente in museo è stata realizzata seguendo i consigli del Dr. Eirik Granqvist, all’epoca direttore del Museo di Storia Naturale di Bidon en Ardeche, in Francia. Megaceros era diffuso in tutta Europa e sono frequenti le scoperte di interi scheletri nelle torbiere in Irlanda e Scozia.
Ammonite
Provenienza: Francia.
Le Ammoniti potevano raggiungere dimensioni notevoli, soprattutto se vivevano in acque ricche di prede e di sostanze utili per l’ampliamento delle loro conchiglie. Negli esemplari meglio conservati è possibile studiare i setti che delimitavano le varie camere all’interno della conchiglia e che, nelle Ammoniti, hanno sempre un aspetto frastagliato. Tale caratteristica conferiva maggiore robustezza alla struttura nel suo insieme ed era diversa in ciascuna specie. Per questo, i paleontologi usano il disegno dei setti per classificare e riconoscere tutte le specie di Ammonite.
Belemnites hastatus [belemnìtes hastàtus].
Provenienza: Svizzera.
Belemnites hastatus era un mollusco cefalopode dal guscio diritto e robusto, soprattutto perchè non cavo come quello di Orthoceras o delle Ammoniti: la parte posteriore era piena, costituita da solido carbonato di vari minerali e costituiva una sorta di zavorra che l’animale usava per restare a contatto con il fondale. Molto probabilmente, Belemnites aveva abitudini predatorie e cacciava le sue prede come gli attuali polpi.
 
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VIDEO
Video del Laboratorio Didattico Video del Museo delle marionette